La terapia orti-culturale viene definita come una disciplina che usa le piante, l’attività di giardinaggio e l’innata affinità che noi sentiamo verso la natura come mezzo professionale in programmi di riabilitazione e strumento in progetti educativi individualizzati. Il rapporto dell’individuo con le piante diviene di tipo intimistico: per la persona si tratta di recuperare, attraverso questa interazione, il proprio benessere, le proprie potenzialità e capacità residue. Le piante consentono a chi se ne occupa di esercitare il suo controllo; la loro crescita, la loro vita riproduttiva e la morte forniscono l’immagine di un microcosmo, di tutte le fasi dell’esistenza e dell’accettazione di ognuno. L’orticoltura in questo senso si presta al lavoro di gruppo, alla manipolazione e alla manualità, al lavoro all’aria aperta e all’interazione con l’ambiente. L’attività di terapia orti-colturale stimola le capacità affettive (la persona si prende cura delle piante che gli sono state affidate), aiuta a migliorare l’autonomia, offre momenti di progettazione e partecipazione, stimola l’individuo a formulare proposte sui lavori da eseguire, l’uso di abbigliamento adeguato e l’igiene personale, il confronto e la collaborazione, offre un attività gratificante attraverso lavori creativi e piacevoli. Vedere crescere una piantina da noi seminata ci fa sentire capaci di fare qualcosa e questo aiuta l’autostima, il nostro senso di responsabilità e l’iniziativa.
– Proverbio Cinese –
“Se hai due soldi, compra con il primo un pezzo di pane e con il secondo un fiore. Il pane ti farà vivere, il fiore ti darà una ragione per vivere.”